VenetoWorld

lunedì 26 novembre 2012

Conosciamo NISTA


Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Nicola "Nista", il quale ci ha risposto a qualche domanda riguardo la sua attività artistica.

- Qual'è stata la miccia che ti ha trasformato in un writer?
Ho iniziato nel 2003 a 16 anni...iniziato, diciamo che ho preso il primo spray in mano e ho disegnato un semplice trow up, ovviamente una cosa orrenda, non si poteva neanche chiamare PEZZO ma per me era una cosa bellissima, una voglia che stavo concretizzando. Ho iniziato da ragazzino quando per caso mi finì tra le mani un magazine, dove rimasi scioccato a vedere quei colori, e cosa si poteva realizzare con delle bombolette. I primi pezzi sul magazine che mi restarono in testa ricordo erano di Wany e Zephir, per nulla simili al mio stile tutt'ora!

- Per te è solo un hobby o hai la fortuna di averlo trasformato in un lavoro?
Il writing per me non è un hobby, è una passione. Mi piace disegnare su grandi superfici che non siano sempre e solo i foglio di carta, mi piace sporcarmi le mani, e mi piace girare per le jam o le semplice murate tra amici in altre città. ho iniziato solo e continuo a disegnare solo, quindi è un'opportunità girare e conoscere tanti writers che ora sono amici nel circondario dove vivo.

- Quali sono le tue fonti d'ispirazione? Da cosa prendi spunto solitamente per cominciare a tracciare?
Quando ho iniziato avevo uno stile completamente diverso da quello che faccio ora. molto semplice e molto colorato poi iniziai a informarmi sullo stile tridimensionale e non c'è un lavoro di Daim che non mi è rimasto in testa. ora lo considero il mio writer preferito, anzi il mio designer preferito. Anche se non posso dire che prendo spunto da lui, mi piace far le mie cose, mi rilassano e mi strippano allo stesso tempo. Ora credo di usare pochi colori e quasi tutti molto spenti, grigi e marroncini in primis, li adoro

- Com'è la scena dalle tue parti?
Dalle mie parti non sapevo quanto in realtà fosse estesa la scena. ero piccolo e perfettamente ignorante, ora gironzolando ho visto e conosciuto tante persone. Molti anche i bombers, e anche se vivo in provincia e la scena non sarà mai come quella di un capoluogo o di una grossa città logicamente.

- Quali sono le due parole che consigli ai ragazzini che vogliono cominciare dopo aver letto questa intervista?
Le parole da usare con i ragazini... bhò. Io ho iniziato per passione, è la passione che ancora me lo porta avanti. Il writer classico è quello che lascia il segno, ovunque e dovunque può: io credo di non averlo mai fatto, mi piace molto di più invece che un tag in 5 minuti su un muro impossibile e ben visto, un pezzo che mi richiede tempo. Ognuno poi la pensa e la vede come vuole alla fine quindi mi sentirei di dire, c'è tanto grigio intorno e nelle nostre città, coloriamole e rendiamole belle. il ragazzino che inizia spero non vada soltanto in giro con gli spray a pasticciare!